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	<title>Shiatsu a Cattolica (Rimini) di Fabio Ronci</title>
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	<description>Appunti on line sullo Shiatsu</description>
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		<title>Piccolo dizionario di simbolismo corporeo</title>
		<link>http://www.shiatsublog.it/2012/04/25/piccolo-dizionario-di-simbolismo-corporeo/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 19:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fisiognomica]]></category>
		<category><![CDATA[parti del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[significato del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[simbolismo corporeo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corpo umano ha un suo linguaggio proprio con cui esprime la gioia e la sofferenza. Imparare a leggere il corpo vuol dire prestare attenzione alla sua struttura, saper decifrare le forme del labirinto anatomico. La strategia di un trattamento Shiatsu si struttura tenendo conto della fisiologia, della tipologia energetica e del simbolismo corporeo del ricevente. Ecco &#8230; <a href="http://www.shiatsublog.it/2012/04/25/piccolo-dizionario-di-simbolismo-corporeo/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-451" title="corpo umano" src="http://www.shiatsublog.it/wp-content/uploads/2012/04/HumanBody.jpg" alt="" width="297" height="297" /></strong></p>
<p>Il corpo umano ha un suo linguaggio proprio con cui esprime la gioia e la sofferenza. Imparare a leggere il corpo vuol dire prestare attenzione alla sua struttura, saper decifrare le forme del labirinto anatomico.</p>
<p>La strategia di un trattamento Shiatsu si struttura tenendo conto della fisiologia, della tipologia energetica e del simbolismo corporeo del ricevente. Ecco un piccolo dizionario su cosa rappresentano a livello simbolico le varie parti del corpo umano.</p>
<p><strong>I capelli</strong>: La mia forza.</p>
<p><strong>Il cuoio capelluto</strong>: La mia fede e il mio lato divino.</p>
<p><strong>La testa</strong>: la mia individualità.</p>
<p><strong>Gli occhi</strong>: la mia capacità di vedere oltre.</p>
<p><strong>Le orecchie</strong>: la mia capacità di sentire.</p>
<p><strong>Il naso</strong>: la mia capacità di odorare o di percepire le persone o le situazioni.</p>
<p><strong>Le labbra</strong>: Il mio labbro superiore è relazionato con il lato femmineo. Il mio labbro inferiore con il lato maschile.</p>
<p><strong>I denti</strong>: le mie decisioni.</p>
<p><strong>Il collo</strong>: la mia flessibilità, la mia capacità e la mia capacità di vedere vari lati delle situazioni che ci accadono nella vita.</p>
<p><strong>La gola</strong>: l’espressione del mio linguaggio verbale e non.</p>
<p><strong>Le spalle</strong>: la mia capacità di sopportare un carico emotivo e le mie responsabilità.</p>
<p><strong>Le braccia</strong>: La mia capacità di gestire le persone o le situazioni della vita. Rappresentano il prolungamento del cuore. Servono per eseguire gli ordini. Sono vincolate a ciò che faccio nella mia vita, ad esempio il lavoro.</p>
<p><strong>I gomiti</strong>: la mia flessibilità nei cambi di direzione che la vita ci propone.</p>
<p><strong>Le dita</strong>: i piccoli dettagli del quotidiano.</p>
<p><strong>Il pollice</strong>: vincolato alle inquietudini, al mio intelletto.</p>
<p><strong>Indice</strong>: vincolato alla mia personalità (ego) o al mio olfatto.</p>
<p><strong>Medio</strong>: vincolato all’ira, alla sessualità o alla mia visione.</p>
<p><strong>Anulare</strong>: vincolato alla pena, all’unione o al tatto.</p>
<p><strong>Mignolo</strong>: vincolato alla pretesa, alla famiglia o al gusto.</p>
<p><strong>Il cuore</strong>: il mio amore.</p>
<p><strong>Il sangue</strong>: l’allegria che circola nella mia vita.</p>
<p><strong>I polmoni</strong>: la mia necessità di spazio, autonomia, al mio desiderio di vivere.</p>
<p><strong>Stomaco</strong>: la mia capacità di digerire nuove idee.</p>
<p><strong>La schiena</strong>: il mio supporto, il mio appoggio.</p>
<p><strong>Le articolazioni</strong>: la mia flessibilità, la capacità di sdoppiarmi nelle differenze istanze della vita.</p>
<p><strong>La pelle</strong>: l’unione tra il mio interiore e il mio esteriore, per apportare equilibrio.</p>
<p><strong>Le ossa</strong>: la struttura delle leggi e dei principi del mondo nel quale vivo.</p>
<p><strong>L’utero</strong>: la mia casa.</p>
<p><strong>Gli intestini</strong> (sopratutto il crasso e il colon): la mia capacità di districarmi, di lasciar fluire ciò che è inutile.</p>
<p><strong>I reni</strong>: la sede della paura.</p>
<p><strong>Il páncreas</strong>: l’allegria che vive in me.</p>
<p><strong>Il fegato</strong>: La sede della crítica.</p>
<p><strong>Le gambe</strong>: la mia capacità di percorrere la vita, di cambiare la meta, fare nuove esperienze.</p>
<p><strong>Le ginocchia</strong>: la mia adattabilità, l’amor proprio, l’orgoglio, la mia testardaggine.</p>
<p><strong>Le tibie</strong>: La capacità di adattarmi nelle prospettive che il futuro mi offre.</p>
<p><strong>I piedi</strong>: La mia posizione (rimanere nello stesso posto). La comprensione del mio io e della vita (passato, presente, futuro).</p>
<p><strong>Le dita dei piedi</strong>: i dettagli del mio avvenire.</p>
<p>[<a href="http://terapiasacra.com/2012/04/21/dizionario-di-simbolismo-corporale-a-cura-di-biomagnetismo-olistico/">Fonte</a>]</p>
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		<title>Come trattare la sciatalgia con lo Shiatsu Namikoshi</title>
		<link>http://www.shiatsublog.it/2012/04/24/come-trattare-la-sciatalgia-con-lo-shiatsu-namikoshi/</link>
		<comments>http://www.shiatsublog.it/2012/04/24/come-trattare-la-sciatalgia-con-lo-shiatsu-namikoshi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 10:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Japan Shiatsu Clinic (JSC)]]></category>
		<category><![CDATA[Kiyoshi sensei]]></category>
		<category><![CDATA[Sciatalgia]]></category>
		<category><![CDATA[Sciatica]]></category>
		<category><![CDATA[Shiatsu Namikoshi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei seguenti video Kiyoshi sensei della Japan Shiatsu Clinic (JSC) dimostra come trattare la sciatalgia con lo Shiatsu Namikoshi Parte 1 Per prima cosa si ricercano i segni tipici della sciatalgia tramite il test di Lasègue, il sollevamento della gamba tesa. Con il ricevente nella posizione sul fianco, la parte in alto è quella affetta dalla sciatalgia, Kiyoshi sensei effettua &#8230; <a href="http://www.shiatsublog.it/2012/04/24/come-trattare-la-sciatalgia-con-lo-shiatsu-namikoshi/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei seguenti video Kiyoshi sensei della Japan Shiatsu Clinic (JSC) dimostra come trattare la sciatalgia con lo Shiatsu Namikoshi</p>
<h3>Parte 1</h3>
<p><iframe width="590" height="443" src="http://www.youtube.com/embed/tCx5nfFfyNQ?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<ul>
<li>Per prima cosa si ricercano i segni tipici della sciatalgia tramite il test di Lasègue, il sollevamento della gamba tesa.</li>
<li>Con il ricevente nella posizione sul fianco, la parte in alto è quella affetta dalla sciatalgia, Kiyoshi sensei effettua uno shiatsu di base nelle zone infrascapolare e lombare</li>
<li>Nella stessa posizione tratta la zona femorale, in particolare i punti di Valleix e di Keiketsu (punti vitali, tsubo) con dita e palmi</li>
<li>Applica diversi tipi di pressioni fino a che il dolore non venga eliminato</li>
</ul>
<h3>Parte 2</h3>
<p><iframe width="590" height="443" src="http://www.youtube.com/embed/Z134IUMSQLs?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<ul>
<li>Vengono trattati i punti di Valleix con pressione sostenuta e si estendono gli arti inferiori grazie al movimento attivo da parte del ricevente</li>
<li>Con il ricevente in posizione prona, tori tratta i punti base e i punti Keiketsu. In seguito effettua pressioni palmari   sulla superficie del corpo</li>
<li>Infine, con il ricevente in posizione supina, tratta la zona addominale ed esegue alcuni stretching degli arti inferiori</li>
</ul>
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		<title>Il punto Stomaco 36 (ST36)</title>
		<link>http://www.shiatsublog.it/2012/03/26/il-punto-stomaco-36-st36/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 15:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Shiatsulogia]]></category>
		<category><![CDATA[Tsubo]]></category>
		<category><![CDATA[Autoshiatsu]]></category>
		<category><![CDATA[Mao]]></category>
		<category><![CDATA[ST36]]></category>
		<category><![CDATA[Stomaco]]></category>

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		<description><![CDATA[Il punto 36 del Meridiano dello Stomaco (St36) è forse lo tsubo più utilizzato, grazie ai suoi potenti effetti e all&#8217;ampia gamma di applicazioni. E&#8217; uno dei punti più importanti per il mantenimento ottimale della salute e il rafforzamento del sistema immunitario. In cinese viene chiamato &#8220;Zu San Li&#8221; che significa &#8220;Tre miglia&#8221; (o tre distanze) sulla gamba e ci ricorda &#8230; <a href="http://www.shiatsublog.it/2012/03/26/il-punto-stomaco-36-st36/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone  wp-image-430" title="ST36" src="http://www.shiatsublog.it/wp-content/uploads/2012/03/ST_36.jpg" alt="ST36" width="515" height="342" /></p>
<p>Il punto 36 del Meridiano dello Stomaco (St36) è forse lo tsubo più utilizzato, grazie ai suoi potenti effetti e all&#8217;ampia gamma di applicazioni. E&#8217; uno dei punti più importanti per il mantenimento ottimale della salute e il rafforzamento del sistema immunitario.</p>
<p>In cinese viene chiamato &#8220;Zu San Li&#8221; che significa &#8220;Tre miglia&#8221; (o tre distanze) sulla gamba e ci ricorda la sua posizione (3 distanze = 4 dita sotto il ginocchio). Si dice che i seguaci di Mao durante la “Lunga Marcia” abbiano utilizzato questa tecnica per combattere la stanchezza alle gambe. Era tradizione infatti che antichi viaggiatori orientali se lo autotrattassero regolarmente  per ridare vigore agli arti inferiori.</p>
<p>Il punto Stomaco 36 si trova a una distanza di circa quattro dita sotto la rotula sul lato esterno della gamba, nella depressione tra la tibia e il muscolo tibiale anteriore. Per trovarlo occorre piegare la gamba a 90° tenendo il ginocchio fra indice e pollice con il medio contro il bordo dell’osso (la tibia). Il punto si trova sotto il polpastrello del dito medio.</p>
<p>La stimolazione di ST36 favorisce il benessere generale, elimina la stanchezza, tonifica e rafforza le gambe. Essendo un punto di comando dell&#8217;addome, ha effetti diretti sull&#8217;appetito e sulla digestione che viene regolarizzata.</p>
<p>Il punto Stomaco 36 offre una varietà di benefici che supportano un equilibrio naturale:</p>
<ul>
<li>Allevia dolori e gonfiori</li>
<li>Armonizza lo stomaco</li>
<li>Invigorisce l&#8217;intero meridiano</li>
<li>Regola la milza</li>
<li>Sostiene, regola e rafforza il Qi</li>
<li>Ravviva lo Yang e al contempo nutre lo Yin</li>
<li>Dato che la Terra è la madre del Metallo nella teoria dei cinque elementi, ST36 sosterrà lievemente il funzionamento dei polmoni</li>
</ul>
<div>Può essere utile inoltre per alleviare: dolore al ginocchio e gamba, dolore alla tibia, dolore e dilatazione addominali, allergie, asma, dolori al petto, tosse, problemi all&#8217;apparato digerente e gastrointestinali, indigestione, vomito, giramenti di testa, febbre, ipertensione, convulsioni, problemi all&#8217;apparato riproduttivo e debolezza generale.</div>
<p>Come auto-trattare ST36:</p>
<ul>
<li>Da seduti, sovrapporre le dita delle mani, puntare la punta del polpastrello dell’indice sul punto e premere tirando verso di sé. Mantenere una pressione statica per alcuni minuti.</li>
<li>Trattare allo stesso modo da entrambi i lati.</li>
<li>Il punto non va trattato o stimolato in gravidanza.</li>
</ul>
<p><a href="http://wshiatsu.wordpress.com/2010/02/19/auto-shiatsu-stomaco-36/">Fonte 1</a> e <a href="http://www.anandatravel.it/leondedelbenessere/protocolli_stomaco_36.asp">Fonte 2</a></p>
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		<item>
		<title>Le fantastiche proprietà del limone</title>
		<link>http://www.shiatsublog.it/2012/02/27/le-fantastiche-proprieta-del-limone/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 11:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Albert Szent-Gyorgy]]></category>
		<category><![CDATA[Limone]]></category>
		<category><![CDATA[Vitamina C]]></category>

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		<description><![CDATA[Il limone fa parte della famiglia delle Rutacee, cui appartengono anche arance, mandarini, bergamotti, cedri, pompelmi. Le varietà principali di limoni sono: · Il Femminello, tipico della Sicilia, dal frutto di forma oblunga, la polpa succosa e molti semi. Esiste però anche il Femminello apireno, molto pregiato, poiché è quasi privo di semi; dai Femminelli &#8230; <a href="http://www.shiatsublog.it/2012/02/27/le-fantastiche-proprieta-del-limone/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.shiatsublog.it/wp-content/uploads/2012/02/Lemon.jpg"><img class="alignnone  wp-image-426" title="Lemon" src="http://www.shiatsublog.it/wp-content/uploads/2012/02/Lemon-1024x723.jpg" alt="" width="413" height="291" /></a></p>
<p>Il limone fa parte della famiglia delle Rutacee, cui appartengono anche arance, mandarini, bergamotti, cedri, pompelmi. Le varietà principali di limoni sono:<br />
· Il Femminello, tipico della Sicilia, dal frutto di forma oblunga, la polpa succosa e molti semi. Esiste però anche il Femminello apireno, molto pregiato, poiché è quasi privo di semi; dai Femminelli Santa Teresa provengono i migliori verdelli;</p>
<p>· Il Monachello, resiste poco alla conservazione ed è utilizzato, principalmente, per la produzione di verdelli;</p>
<p>· L’Interdonato, dal frutto grosso, ma poco succoso, utilizzato per la produzione del primofiore.</p>
<p>I limoni giungono a maturazione in tre diversi periodi dell’anno, la prima fruttificazione, chiamata invernale o primofiore, giunge a maturazione in Ottobre; la seconda fruttificazione avviene a Marzo (i limoni di questo tipo – conosciuti anche come bianchetti – sono di minor pregio commerciale); nel corso della terza fruttificazione, tra Giugno e Luglio, maturano i limoni verdelli, così chiamati per il colore della buccia, che è particolarmente compatta e aderente alla polpa.<br />
Il limone è ricco di oli essenziali, il principale dei quali è il limonene, concentrato prevalentemente nella scorza. Gli oli essenziali del limone hanno un elevato potere antibiotico e disinfettante. Applicati sulla pelle, svolgono anche un’azione revulsiva (richiama il sangue in superficie) e per tale motivo risultano utili in caso di reumatismi, inoltre, sono cicatrizzanti.</p>
<p>Il limone (assieme al pomodoro) è il vegetale con il più alto contenuto di acido citrico, una sostanza essenziale per il ricambio energetico delle cellule. Contiene inoltre citrati di sodio e di potassio, che hanno un notevole potere depurativo.</p>
<p><strong>Dal limone lo scienziato ungherese Albert Szent-Gyorgy riuscì per primo a isolare la vitamina C, di cui il frutto è particolarmente ricco.</strong></p>
<p>Anche in questo caso, come spesso accade, non è tanto la presenza di questo o di quell’elemento a essere efficace, quanto piuttosto l’armonico contributo di diverse sostanze che interagiscono tra loro (è proprio grazie alla relazione con altre sostanze che la vitamina C contenuta nel limone cura lo scorbuto: la stessa vitamina, ottenuta in laboratorio, risulta inefficace).</p>
<p>Discreto è l’apporto di vitamine del gruppo B e della vitamina P. Nella scorza si trova un’altissima quantità di flavonoidi.</p>
<p>· Riduce i livelli di colesterolo e contrasta l’arteriosclerosi: grazie all’azione fluidificante dei citrati di sodio e di potassio, il sangue circola più liberamente nelle arterie e passa facilmente attraverso le pareti dei capillari, apportando alle cellule una maggiore quantità di sostanze nutritive. Se bevuto abitualmente e in quantità significative, il succo di limone aumenta i livelli di colesterolo HDL, il cosiddetto ‘colesterolo buono’ e abbassa il livello di colesterolo LDL, ‘quello cattivo’. Riduce inoltre i livelli di omocisteina messa in relazione con alti rischi d’infarto.</p>
<p>· Combatte reumatismi, artrite e gotta: il limone contiene oligoelementi che sciolgono i cristalli di acido urico. L’acido citrico, inoltre, ha un effetto depurativo.</p>
<p>· Allevia i sintomi di mal di gola, raffreddore e influenza: per le loro proprietà antivirali e antibatteriche gli oli essenziali del limone sono efficaci nel contrastare le malattie infettive. Per stroncare un raffreddore sul nascere, ai primi sintomi, quando la gola inizia a pizzicare, si consiglia di mangiare un limone intero, buccia e semi compresi (di produzione biologica); in caso di mal di gola, si consiglia di fare gargarismi con il succo di limone. Se il naso è otturato, instillate alcune gocce di succo di limone direttamente nel naso.</p>
<p>· Aiuta a digerire i grassi: il limone si è dimostrato utile a chi ha tendenza a formare calcoli alla cistifellea. Uno dei sintomi più frequenti è la difficoltà a digerire i grassi, dovuta alla presenza di piccoli calcoli. A digiuno o lontano dai pasti, bevete il succo di almeno tre limoni nell’arco della giornata.</p>
<p>· Cura le affezioni della pelle: per le sue proprietà antivirali e antisettiche, il succo di limone favorisce la guarigione in caso di verruche, foruncoli, vescicole, afte, pustole, ferite e piaghe. Si consiglia di mettere sulla zona interessata qualche goccia di limone, due o tre volte il giorno.</p>
<p>· Disinfetta: in caso di punture d’insetti (zanzare, pulci o altro) strofinate sulla zona interessata una fettina di limone.</p>
<p>Nello svezzamento: come tutti gli agrumi, il limone può essere introdotto nell’alimentazione del bambino all’ottavo mese. Una o due gocce di questo frutto possono però essere offerte anche nei mesi precedenti, in caso di singhiozzo. Si fa tuttavia eccezione a tali indicazioni se in famiglia vi sono predisposizioni alle allergie: in questi casi per offrire gli agrumi è bene aspettare dopo l’anno, anche qualora il bambino abbia il singhiozzo e comunque, sentire prima il proprio pediatra.</p>
<p>Grazie alle sue mucillagini, il succo di limone ammorbidisce la pelle e la nutre con gli oligoelementi di cui è ricco. Inoltre, grazie al suo contenuto di vitamina C, di acidi citrico e malico, la tonifica, riduce la secrezione di sebo e mantiene la giusta acidità.</p>
<p>1. Tonico per pelli grasse: massaggiate il viso due volte il giorno (la mattina e la sera), con un batuffolo di ovatta imbevuto di succo di limone (avendo l’accortezza di evitare gli occhi). Lasciate seccare e poi ripetete l’operazione. Alla fine lavate il viso con acqua fredda.</p>
<p>2. Maschera per pelli grasse: sbattete un tuorlo d’uovo con due cucchiai di miele liquido, aggiungete due cucchiai di olio extra vergine d’oliva, amalgamate bene aggiungendo – se necessario – altro olio e infine due/tre cucchiai di succo di limone. Ungete il viso con questa crema e lasciatela seccare. Poi, lavatevi con acqua tiepida.</p>
<p>3. Per ottenere denti bianchi: ogni giorno – per una settimana – affondate i denti in un grosso spicchio di limone (completo di buccia), assicurandovi che penetrino nella polpa e nella parte bianca, quindi passate lo spicchio avanti e indietro per tutta la dentatura.</p>
<p>4. Per rafforzare le unghie fragili: spremete il succo di due/tre limoni in 50 ml di olio di avocado (si trova in erboristeria), miscelate bene e ogni sera ungete le unghie con questo miscuglio. Per evitare, di macchiare la biancheria, indossate guanti di cotone bianco.</p>
<p>Il limone deve avere buccia soda, sottile, liscia, senza macchie e di colore brillante. Per verificare che sia fresco controllate che la rosetta a cui è attaccato il picciolo sia di colore verde. Una buccia rugosa e spessa, macchie verdi, deformità, ammaccature e cicatrici, dovute a grandine o ad attacchi di parassiti, sono da considerarsi difetti. Utilizzate limoni maturi, più ricchi di aroma.<br />
Al momento dell’acquisto accertatevi che i frutti non siano trattati in superficie con una sostanza che impedisce lo sviluppo delle muffe, detta ‘difenile’ o ‘bifenile’. Nel corso di esperimenti di laboratorio condotti su animali, il difenile non si è dimostrato nocivo, ma altera il sapore del frutto. Qualora vogliate utilizzare la scorza, soprattutto se a scopi curativi, si consiglia di acquistare limoni non trattati.</p>
<p>Per conservare i limoni maturi la temperatura ideale è di 0 – 4°C, mentre i limoni verdi possono essere mantenuti a una temperatura di 11 – 14°C. E’ consigliabile, quindi, tenere i limoni maturi in frigorifero, mentre i limoni verdi possono rimanere in un ambiente fresco.<br />
Attenzione: chi soffre d’irritazione allo stomaco o dei postumi di un’ulcera può risultare insofferente al limone. In questi casi bisogna iniziare ad assumere il limone gradualmente. Alcuni sopportano meglio il succo di mezzo limone diluito in acqua fredda, preso prima dei pasti. Altri preferiscono assumerlo dopo il pasto, disciolto in acqua calda addolcita con un po’ di miele.<br />
Inoltre, è del tutto priva di fondamento la credenza, piuttosto diffusa, che il limone possa togliere calcio alle ossa (rendendole fragili), al contrario, l’acido citrico contenuto nel frutto favorisce l’assimilazione del calcio da parte dell’intestino.</p>
<p>È buona abitudine grattugiare un po’ di scorza di limone sulle verdure e sulle insalate, oltre a dare sapore al piatto, la scorza è particolarmente ricca di limonene; è anche possibile sostituire il limone all’aceto di vino nel condire le insalate. Il limone ha un aroma meno aggressivo dell’aceto, si adatta a vivande delicate come pesci, crostacei o verdure di gusto non accentuato. Il succo di limone ha la capacità di ‘cuocere’ le carni, ammorbidendone le fibre e rendendole più digeribili.</p>
<p>· La scorza grattugiata del limone conferisce un aroma gradevole a dolci, gelati, paste frolle e lievitate, creme, carni e salse (grattugiarne solo la parte gialla e non quella bianca che è amara).</p>
<p>· Per evitare che i carciofi puliti anneriscano, immergeteli in acqua acidulata con succo di limone.</p>
<p>· Aggiungete una fettina di scorza di limone al caffè (secondo la tradizione popolare, aiuta la digestione di un pasto ‘pesante’).</p>
<p>· Per eliminare l’odore del cavolfiore, durante la bollitura, mettete mezzo limone nell’acqua di cottura.</p>
<p>· Nella preparazione delle marmellate, durante la cottura della frutta, aggiungete succo di limone. Impedisce che le marmellate inacidiscono (nonostante il limone abbia un sapore acidulo).</p>
<p>Giancarlo Fornei &#8211; tratto da <a href="http://cucinanaturale.blogspot.com">cucinanaturale.blogspot.com</a> &#8211; visto su <a href="http://www.ecplanet.com/node/2973">http://www.ecplanet.com/node/2973</a></p>
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		<title>Elogio della pigrizia</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Le Tecniche Corporee di Ohashi]]></category>
		<category><![CDATA[Ohashi]]></category>
		<category><![CDATA[Pigrizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una piccola confessione: sono fondamentalmente pigro! Mi chiedo sempre come non fare o fare meno e quando lavoro molto &#8211; a volte capita ahimè &#8211; e mi sento spossato mi chiedo: &#8220;cosa è andato storto oggi?&#8221; Penso che la pigrizia non debba essere considerata una caratteristica negativa: rallentare, prendersi una una pausa aiuta a centrarci &#8230; <a href="http://www.shiatsublog.it/2012/02/08/elogio-della-pigrizia/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-410 alignnone" title="gatto-pigro" src="http://www.shiatsublog.it/wp-content/uploads/2012/02/gatto-pigro.jpg" alt="" width="507" height="338" /></p>
<p>Una piccola confessione: sono fondamentalmente pigro! Mi chiedo sempre come non fare o fare meno e quando lavoro molto &#8211; a volte capita ahimè &#8211; e mi sento spossato mi chiedo: &#8220;cosa è andato storto oggi?&#8221;</p>
<p>Penso che la pigrizia non debba essere considerata una caratteristica negativa: rallentare, prendersi una una pausa aiuta a centrarci e &#8220;fissare&#8221; meglio le idee. Con enormi benefici sull&#8217;apprendimento e sulla memoria. Una ricerca sembra dimostrare questa asserzione: due scienziati del Massachussets Institute of Technology (MIT) di Boston hanno scoperto che applicando su due topi alcuni elettrodi che rilevano le attività celebrali, quando gli animali sembravano oziare o bighellonare l&#8217;attività mnemonica era maggiore e più accelerata rispetto alla precedente fase di attività.</p>
<p>In questi topi l&#8217;attività cerebrale accelerata potrebbe servire dunque a fissare nel cervello l&#8217;esperienza vissuta, riorganizzando in tempo reale le informazioni appena acquisite, come ad esempio la posizione del cibo e i punti chiave del contesto ambientale. Penso, anzi sono convinto che lo stesso meccanismo sia presente anche negli uomini. Grazie ad esso le tecniche di meditazione, come ad esempio la MT (meditazione trascendentale) e lo Zazen, sono altamente benefiche e permettono di migliorare la &#8220;coerenza&#8221; nel corpo/mente di chi le esegue.</p>
<p>Lo stesso Shiatsu è un&#8217;attività &#8220;pigra&#8221;. Un trattamento comincia sempre con un momento di pausa, sgorga da un&#8217;azione di &#8220;centratura&#8221; del corpo/mente che riguarda entrambi i partecipanti alla seduta. E&#8217; il punto di partenza, il punto zero da cui nasce il trattamento e quello che ne consegue.</p>
<p>Estendendo quest&#8217;approccio alla vita di tutti i giorni e a come ci organizziamo in un definito arco temporale, penso che essere un po&#8217; pigri ci possa aiutare a non disperdere le nostre energie in mille rivoli e a non essere dunque inconcludenti. L&#8217;importante è non perdere di vista i nostri obiettivi, quello a cui aspiriamo.</p>
<p>Come dice Ohashi: &#8220;<em>se voi evitate accuratamente di fare la maggiorparte delle cose, alla fine ce ne saranno solo una o due che potrete fare in un giorno e le farete in un modo molto valido. Ma se siete forti, risoluti e molto energici, sarete sempre ossessionati da tutte le cose che potete fare e finirete col sentirvi inferiori, perché non riuscite a fare tutto quel che speravate. Lavorare troppo fa sprecare energia, essere pigri la valorizza</em>&#8220;.*</p>
<p>Una pigrizia disciplinata, mirata ci può portare ad una efficacia duratura. Al contrario essere troppo indaffarati  e dispersivi non conduce la persona a conseguire grandi obiettivi nella vita. Nello Shiatsu &#8211; e in tutti i lavori corporei - la mancanza di centratura significa poca efficacia e influisce negativamente sulla qualità della nostra presenza durante il trattamento.</p>
<p>Per dirla con gli antichi taoisti cinesi, nella vita per metà bisogna organizzarsi e lavorare duramente, per l&#8217;altra metà bisogna sapere attendere il risultato delle proprie azioni. Con una certa pigrizia aggiungo io&#8230;</p>
<p>* &#8220;Le Tecniche Corporee di Ohashi&#8221; ed. Il Castello 1996</p>
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		<title>A volte penso a Miyamoto Musashi&#8230;</title>
		<link>http://www.shiatsublog.it/2012/01/31/a-volte-penso-a-miyamoto-musashi/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 13:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>
		<category><![CDATA[doppia pressione]]></category>
		<category><![CDATA[Miyamoto Musashi]]></category>
		<category><![CDATA[Uso delle mani]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo fa lessi &#8220;Musashi&#8221; di Eiji Yoshikawa una biografia romanzata del grande spadaccino e ne rimasi entusiasta. Miyamoto Musashi è da sempre considerato il più grande samurai della storia giapponese. Il suo originale approccio al combattimento consisteva nell&#8217;utilizzo di due spade. I samurai del suo tempo portavano alla cintura sia la katana (spada lunga) sia &#8230; <a href="http://www.shiatsublog.it/2012/01/31/a-volte-penso-a-miyamoto-musashi/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_378" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-378" title="miyamoto-musashi" src="http://www.shiatsublog.it/wp-content/uploads/2012/01/miyamoto-musashi.jpg" alt="Miyamoto Musashi" width="400" height="336" /><p class="wp-caption-text">Miyamoto Musashi</p></div>
<p>Tempo fa lessi &#8220;Musashi&#8221; di Eiji Yoshikawa una biografia romanzata del grande spadaccino e ne rimasi entusiasta. Miyamoto Musashi è da sempre considerato il più grande samurai della storia giapponese. Il suo originale approccio al combattimento consisteva nell&#8217;utilizzo di due spade. I samurai del suo tempo portavano alla cintura sia la katana (spada lunga) sia la wakizashi o tanto (spada corta). Morire con una di queste ancora nel fodero significava non aver fatto tutto il possibile per vincere e questo era contrario all&#8217;etica del samurai. La lotta per la sopravvivenza costrinse così Musashi a usarle entrambe contemporaneamente.</p>
<p>Ecco come Yoshikawa descrive la nascita del nuovo stile di combattimento di Musashi: <em>&#8220;Durante la battaglia contro la Scuola Yoshioka, ad Ichijoji,</em><em> Musashi aveva istintivamente impugnato la spada lunga nella destra e lo spadino nella sinistra. Lo aveva fatto inconsciamente per proteggersi al massimo. In una lotta per la vita o la morte, egli si era comportato in maniera non ortodossa”</em>. *</p>
<p>E ancora:<em> “Sotto un certo aspetto, era la cosa più semplice del mondo. Si nasce con due mani &#8211; è naturale usarle entrambe. L’uso d’ambo le braccia in duello era la via normale, la via umana: soltanto l’usanza, inveterata nel corso dei secoli, aveva fatto sì che ciò apparisse anormale. Il tamburino è conscio della destra, conscio della sinistra, ma al contempo inconsapevole di entrambe. Due bacchette, un unico suono. Adesso, d’un tratto, quella scelta istintiva gli apparve naturale, razionale, addirittura inevitabile.” *</em></p>
<p>Questa è una lezione molto importante per noi praticanti di Shiatsu: abbiamo due mani, usiamole!</p>
<p>(Musashi. Eiji Yoshikawa. BUR, 1994)</p>
<div></div>
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		<title>Transizione da supino a prono di Ohashi</title>
		<link>http://www.shiatsublog.it/2012/01/13/transizione-da-supino-a-prono-di-ohashi/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 17:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Shiatsulogia]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Ohashi]]></category>
		<category><![CDATA[Ohashiatsu]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione]]></category>

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		<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=h0T21qyUIY4 Wataru Ohashi, fondatore dell&#8217;Ohashiatsu ci mostra un metodo semplice per una facile ed elegante transizione del ricevente dalla posizione supina (a faccia in su) a prona (a faccia in giù).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=h0T21qyUIY4">http://www.youtube.com/watch?v=h0T21qyUIY4</a></p>
<p>Wataru Ohashi, fondatore dell&#8217;Ohashiatsu ci mostra un metodo semplice per una facile ed elegante transizione del ricevente dalla posizione supina (a faccia in su) a prona (a faccia in giù).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Correzione dell&#8217;articolazione sacroiliaca con lo Shin So Shiatsu</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 21:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[articolazione sacroiliaca]]></category>
		<category><![CDATA[Masunaga]]></category>
		<category><![CDATA[Shiatsu]]></category>
		<category><![CDATA[Shin So Shiatsu]]></category>
		<category><![CDATA[Ted Saito]]></category>

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		<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=Dsng_CjtcGo In questo video il Maestro Ted Saito dimostra un&#8217;efficace tecnica di Shiatsu per la correzione del disallineamento dell&#8217;articolazione sacroiliaca e il bilanciamento del bacino. Usando una pressione delicata su alcuni punti chiave alla base del cranio viene rilasciato il blocco energetico che impediva di aprire le articolazioni in modo naturale. Si noti come Ted Saito esegue la valutazione di Uke prima e dopo avere effettuato le pressioni, apprezzando &#8230; <a href="http://www.shiatsublog.it/2012/01/08/correzione-dellarticolazione-sacroiliaca-con-lo-shin-so-shiatsu/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Dsng_CjtcGo">http://www.youtube.com/watch?v=Dsng_CjtcGo</a></p>
<p>In questo video il Maestro Ted Saito dimostra un&#8217;efficace tecnica di Shiatsu per la correzione del disallineamento dell&#8217;articolazione sacroiliaca e il bilanciamento del bacino. Usando una pressione delicata su alcuni punti chiave alla base del cranio viene rilasciato il blocco energetico che impediva di aprire le articolazioni in modo naturale. Si noti come Ted Saito esegue la valutazione di Uke prima e dopo avere effettuato le pressioni, apprezzando i cambiamenti che ne sono conseguiti.</p>
<p>&#8220;Shin So&#8221; significa livello o strato più profondo. Shin So Shiatsu è una naturale evoluzione del lavoro pionieristico del Maestro Masunaga compiuta da Ted Saito, ed è basato sulla tradizione dello stile Shiatsu dei meridiani.</p>
<p>Lo Shin So Shiatsu si focalizza sulla valutazione e sul trattamento di tutti i sistemi di meridiani presenti nel corpo. Le tecniche di valutazione energetica Shin So rendono possibile rilevare gli squilibri nei meridiani regolari, straordinari e divergenti e nei sistemi dei meridiani cosmici.</p>
<p><a href="http://www.shinso-shiatsu.com" target="_blank">Questo</a> è il sito ufficiale dello Shin So Shiatsu</p>
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		<title>Parliamo di Ampuku, o &#8220;trattamento dell&#8217;addome&#8221;</title>
		<link>http://www.shiatsublog.it/2011/12/26/parliamo-di-ampuku-o-trattamento-delladdome/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 13:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Shiatsulogia]]></category>
		<category><![CDATA[Ampuku]]></category>
		<category><![CDATA[Autoshiatsu]]></category>
		<category><![CDATA[Hara]]></category>
		<category><![CDATA[Masunaga]]></category>
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		<category><![CDATA[Shinsai Ota]]></category>
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		<category><![CDATA[Zen Shiatsu]]></category>

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		<description><![CDATA[Shizuto Masunaga nel suo libro &#8220;Zen Shiatsu&#8221; riporta questa frase di Toudou Yoshimasu (1702-1773) un maestro di massaggio giapponese: “L&#8217;addome è la fonte dell&#8217;energia. Tutte le malattie traggono origine dall&#8217;addome. Perciò la diagnosi addominale permette di diagnosticare tutte le malattie”. Secondo il fondatore dello Zen Shiatsu  l&#8217;Ampuku, o trattamento diagnostico dell&#8217;addome, ha dunque una parte essenziale in &#8230; <a href="http://www.shiatsublog.it/2011/12/26/parliamo-di-ampuku-o-trattamento-delladdome/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-361" title="ampuku" src="http://www.shiatsublog.it/wp-content/uploads/2011/12/ampuku1-1024x768.jpg" alt="" width="590" height="442" /></p>
<p>Shizuto Masunaga nel suo libro &#8220;Zen Shiatsu&#8221; riporta questa frase di Toudou Yoshimasu (1702-1773) un maestro di massaggio giapponese: “<em>L&#8217;addome è la fonte dell&#8217;energia. Tutte le malattie traggono origine dall&#8217;addome. Perciò la diagnosi addominale permette di diagnosticare tutte le malattie</em>”.</p>
<div id="attachment_351" class="wp-caption alignright" style="width: 286px"><img class="size-full wp-image-351 " title="Punti mu" src="http://www.shiatsublog.it/wp-content/uploads/2011/12/mu-ponts.gif" alt="" width="276" height="300" /><p class="wp-caption-text">Punti mu dell&#39;addome</p></div>
<p>Secondo il fondatore dello Zen Shiatsu  l&#8217;Ampuku, o trattamento diagnostico dell&#8217;addome, ha dunque una parte essenziale in una seduta di Shiatsu. Ecco come Masunaga descrive la modalità di esecuzione di questo trattamento: &#8220;<em>nell&#8217;Ampukuterapia non occorre strofinare o massaggiare l&#8217;addome: è sufficiente esercitare una pressione statica e prolungata. Per ottenere buoni risultati, la pressione deve durare dai 3 ai 7 secondi. Una pressione meno prolungata non dà luogo a una stimolazione profonda.</em></p>
<p><em>Se si esercita sulla pelle una pressione continua e fissa (costante) il dolore piano piano scompare e il terapista ha la possibilità di riconoscere le effettive condizioni della regione trattata. Più l&#8217;area sottoposta a pressione è ristretta, migliore sarà la risposta.</em>&#8221; (Zen Shiatsu Ed. Mediterranee).</p>
<p>L&#8217;Ampuku risale al 1830 quando il maestro giapponese Shinsai Ota scrisse un libro  dal titolo “Ampuku”, in cui mise in evidenza l&#8217;importanza del trattamento dell&#8217;addome, la parte del corpo più soffice (Yin). Per questa sua caratteristica gli organi interni ivi contenuti possono essere tutti facilmente raggiunti e esplorati tramite diagnosi con il tocco (Setsu-shin).</p>
<p>L&#8217;addome ospita il baricentro del corpo, il centro energetico più importante (Tanden) ed inoltre alcuni importanti agopunti Mu. La possibilità di accedere a tantissime aree sensibili rende dunque il trattamento dell&#8217;addome massimamente efficace. L&#8217;Ampuku agisce sui sistemi nervoso-viscerale, linfatico-sanguigno e sui meridiani-energetici. Permette  di dirigere il flusso del Qi a seconda della necessità di tonificare o sedare rispettivamente le zone in vuoto (Kyo) od in pieno (Jitsu). In questo modo è ripristinato lo stato naturale e spontaneo del corpo e conseguentemente viene favorito l&#8217;assorbimento del principio vitale “jing” o &#8220;essenza&#8221;.</p>
<div id="attachment_390" class="wp-caption alignright" style="width: 279px"><img class="size-medium wp-image-390" title="Mappa dell'addome di Masunaga" src="http://www.shiatsublog.it/wp-content/uploads/2011/12/url-269x300.gif" alt="Mappa dell'addome di Masunaga" width="269" height="300" /><p class="wp-caption-text">Mappa dell&#39;addome di Masunaga</p></div>
<p>Esistono numerose mappe per la diagnosi e il trattamento dell&#8217;addome. La più famosa è sicuramente quella di Masunaga, che, in abbinamento alla mappa della zona dorsale, consente di individuare i meridiani da tonificare o da sedare a seconda che le relative aree diagnostiche siano piene o vuote. In questo modo l&#8217;Ampuku permette una diagnosi accurata e una risposta precisa da parte del ricevente.</p>
<p>Masunaga afferma che è possibile altresì ottenere buoni risultati praticando un autohiatsu dell&#8217;addome o &#8220;autoampuku&#8221;. Per eseguirlo ci si sdraia sul dorso. Si sovrappongono le dita delle mani e si praticano delle pressioni sull&#8217;addome partendo dalle zone periferiche di quest&#8217;ultimo. Proseguendo in senso circolare ed orario, viene così descritta una spirale che si avvicina sempre più all&#8217;ombelico senza mai toccarlo.</p>
<p>L&#8217;autoampuku segue un ritmo costante collegato al respiro. E&#8217; necessario eseguire pressioni che abbiano il tempo di un atto respiratorio e che siano costanti e perpendicolari. Ciascuna pressione va portata durante l&#8217;espirazione fino a raggiungere l&#8217;apnea di qualche secondo e quindi va rilasciata durante l&#8217;inspirazione.</p>
<p>L&#8217;autoshiatsu dell&#8217;addome andrebbe fatto prima di dormire dal momento che favorisce il sonno. Permette inoltre ai malati costretti a letto di abbreviare il tempo di degenza.</p>
<p>Fabio Ronci</p>
<p>Liberamente ispirato da un articolo di B. Di Cintio.  <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/blog/grubrica.asp?ID_blog=257&amp;ID_articolo=40&amp;ID_sezione=568">FONTE</a></p>
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		<title>Lo Shiatsu entra a scuola a Thiene</title>
		<link>http://www.shiatsublog.it/2011/12/26/lo-shiatsu-entra-a-scuola-a-thiene/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 12:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Shiatsu]]></category>
		<category><![CDATA[Shiatsu a scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Shiatsu per bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Non solo matematica e italiano; nelle scuole elementari del comune di Thiene (Vi) c&#8217;è spazio anche per lo Shiatsu. La convinzione è che possa aiutare i bambini, ma anche i loro genitori e gli insegnanti di sostegno, che se vogliono possono chiedere di partecipare ai trattamenti. Rilassamento, maggiore concentrazione e sonni più tranquilli sarebbero i vantaggi &#8230; <a href="http://www.shiatsublog.it/2011/12/26/lo-shiatsu-entra-a-scuola-a-thiene/">Read more <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-346" title="shiatsu-a-scuola" src="http://www.shiatsublog.it/wp-content/uploads/2011/12/shiatsu-a-scuola-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" />Non solo matematica e italiano; nelle scuole elementari del comune di Thiene (Vi) c&#8217;è spazio anche per lo Shiatsu. La convinzione è che possa aiutare i bambini, ma anche i loro genitori e gli insegnanti di sostegno, che se vogliono possono chiedere di partecipare ai trattamenti. Rilassamento, maggiore concentrazione e sonni più tranquilli sarebbero i vantaggi più evidenti.</p>
<p>Le sedute sono curate da 11 volontari, specializzati alla Scuola internazionale di shiatsu, nella sede di Vicenza, che hanno dato vita all&#8217;associazione &#8220;I colori del cuore&#8221;. Nessun onere per scuola e famiglie, visto che la onlus opera a titolo gratuito.</p>
<p>Il progetto &#8220;Shiatsu a scuola&#8221; è stato sperimentato alle scuole Talin, e poi è stato esteso anche ad altre tre scuole elementari e alla materna &#8220;Amatori&#8221;. I volontari mettono a disposizione passione e preparazione; la scuola fornisce la palestra delle scuole Scalcerle, dove il sabato mattina si svolgono gli incontri, e i materassini per i trattamenti. Attualmente sono 12 i bambini seguiti, tutti certificati dall&#8217;Ulss 4.</p>
<p>«Il progetto &#8211; spiega il dirigente scolastico Carlo Maino &#8211; fa parte di una serie di iniziative finalizzate a migliorare l&#8217;integrazione dei ragazzi diversamente abili».<br />
«Incontriamo i bambini una volta alla settimana &#8211; precisa la presidente della onlus Claudia Casa &#8211; e ci confrontiamo spesso con insegnanti e famiglie. Lo shiatsu non è una cura, ma può aiutare i bambini a stare meglio e a prendere confidenza con loro stessi e gli altri»</p>
<p>Tratto da un articolo di Alessia Zorzan</p>
<p><a title="Shiatsu a scuola" href="http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/316631__in_aula_col_lettino_adesso_in_classe_entra_lo_shiatsu/">Fonte</a></p>
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